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18 giugno 1858. Darwin guarda la posta e gli capita fra le mani una lettera spedita dalle Molucche, le turbolenti isole dell'arcipelago malese. Rimane senza fiato: c’è la sua idea della selezione naturale. Formulata chiaramente. 

Da vent’anni Darwin tentenna a scrivere la sua teoria. Adesso qualcun altro minaccia di arrivare prima di lui. Darwin sa che anche il mittente, Alfred Russel Wallace, si occupa della questione. 

Timido e povero
Wallace, di 14 anni più giovane, è figlio di una famiglia di classe media del Galles e non ha una formazione universitaria. Deve presto prendersi cura di se stesso e diventa misuratore catastale, ma nel tempo libero si tuffa in biblioteca. Dove divora i resoconti di viaggio di Alexander von Humboldt e Charles Darwin.

All'ombra del genio
A 25 anni parte per la sua prima spedizione in Amazzonia. E nel marzo 1854 salpa di nuovo verso il Mare cinese meridionale. Nella foresta pluviale delle isole malesi classifica uccelli, infilza insetti e crea erbari. I suoi interessi vanno oltre la collezione: Wallace studia gli schemi di distribuzione di gruppi di specie, è rapito dalla diversità biologica e dalle innumerevoli varianti che vede. 

In un pomeriggio del febbraio 1858 Wallace è in preda a un attacco di malaria e gli viene un’intuizione: quando cambia l’ambiente, non sono forse favorite le specie adatte alle nuove condizioni? Non appena si riprende, manda la sua idea a Darwin. Il quale, impressionato dalla teoria, gira il manoscritto a due importanti scienziati del tempo, Charles Lyell e Joseph Hooker, "sponsorizzandone" la pubblicazione. I due ne danno lettura il 1° luglio 1858 a un convegno della Linnean Society, assieme a estratti del lavoro di Darwin sulla “trasmutazione” (la sua teoria dell’evoluzione). È la prima formulazione pubblica e ufficiale della teoria dell'evoluzione per selezione naturale.

Il naturalista dimenticato

Spronato dalla lettera, nel 1859 Darwin pubblica L’origine delle specie. L’opera monumentale fa ombra al manoscritto di Wallace, che viene dimenticato. Ingiustamente, ritengono alcuni: anche Wallace avrebbe dato significativi contributi alla teoria dell’evoluzione. Quest’ultimo non ha però mai contestato il primato di Darwin. 

Dopo il ritorno del naturalista, tra i due nasce un’amicizia. Darwin più avanti scriverà: “La cosa che più mi colpisce del sig. Wallace è che è completamente senza invidia nei miei confronti: deve avere un carattere estremamente buono e nobile. Cosa che è da apprezzare molto di più rispetto alla semplice comprensione”.

 

La linea di Wallace è una linea immaginaria che separa la regione asiatica da quella relativa all'Oceania basata su elementi di tipo biologico.

La linea prende il nome dal naturalista gallese Alfred Russel Wallace che per primo individuò una discontinuità di tipo biologico tra gli arcipelaghi confinanti questa linea, durante i suoi viaggi nel XIX secolo nella regione.

 


 
La linea di Wallace a confronto con altre delimitazioni delle differenze faunistiche rilevate nella zona. In grigio viene mostrata la probabile estensione delle terre durante l'ultimo massimo glaciale, quando il livello marino era più basso di circa 110 metri.

Wallace notò l'esistenza di una discontinuità tra le specie animali a ovest e a est di questa linea; a ovest di questa le specie sono quelle comuni all'Asia, come elefanti, tigri, leopardi, rinoceronti e lemuri, a est si trovano invece quelle comuni alle isole dell'Oceania, come per esempio i marsupiali.

La linea corre lungo l'arcipelago Malese, tra il Borneo e l'isola di Celebes, e nel breve tratto di mare tra le isole di Bali e Lombok (Stretto di Lombok) nell'arcipelago indonesiano delle Isole della Sonda.

 

L'origine della diversa distribuzione di queste specie animali viene attribuita ai risultati migratori durante l'ultimo periodo glaciale, durante il quale l'abbassamento del livello marino permise la colonizzazione e una omogeneizzazione delle faune fra isole rese intercomunicanti con il continente asiatico e quello oceanico. La linea di Wallace si sviluppa lungo un tratto di mare di profondità tale da non essersi mai disseccato, nemmeno quando, durante l'ultima glaciazione, il livello delle acque si abbassò di un centinaio di metri rispetto all'attuale, agendo da barriera permanente contro il mescolamento faunistico e conservando la biodiversità fra le due regioni.

La distanza tra Bali e Lombok è minima, circa 35 chilometri. La distribuzione di molte specie di uccelli rispetta questa linea, tanto che alcuni di essi rifiutano addirittura di passare questo stretto di mare. Alcune specie di pipistrelli sono distribuiti a cavallo della linea, ma le specie che non volano di solito si trovano tutte da una parte o dall'altra di questa linea.

Un gruppo di ricercatori Usa ha compiuto un passo avanti significativo nella possibilità di trapiantare "entro un paio di anni" organi di maiali geneticamente modificati senza rischi per gli esseri umani". È quanto riferisce uno studio pubblicato su Science secondo il quale, utilizzando la tecnica del cosiddetto 'gene diting' (la modificazione di alcune sequenze delle basi del Dna, adenina, citosina, guanina e timina) e la clonazione, sono stati creati maiali privi di 'malattie' che potrebbero contagiare gli esseri umani trapianti con gli organi dei suini, considerati dalla scienza la razza animale con maggiori similitudini, per dimensioni e funzionalità degli organi interni, all'uomo. Lo sviluppo, riferisce il New York Times, è determinante per la scarsità di donatori e quindi di organi umani da trapiantare: solo negli Usa sono stati trapianti 33.600 organi umani lo scorso anno ma i pazienti in lista di attesa sono 116.800. La scoperta, una volta messa a punto, avrà inevitabili implicazioni di natura etica con alcuni gruppi religiosi, come ebrei e musulmani, che rifiuteranno qualsiasi ipotesi di trapianti dai suini, considerate da entrambe le religioni animali impuri. -








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